Tour di un giorno con l'archeologo specialista
 

 

"Valle di Susa segreta: dal masso di Orlando ai segreti del convento di S. Francesco"

Curatore: dott. Massimo Centini. Antropologo culturale e scrittore

domenica 10 maggio 2009

Presentazione: Riprende la serie di giornate dedicate all’antropologia culturale ed al Piemonte più nascosto guidate del noto scrittore Massimo Centini.
L’itinerario progettato e condotto dallo scrittore - noto a moltissimi per i suoi libri di antropologia culturale e le frequenti apparizioni televisive – si dipana lungo la media e bassa Valle di Susa, alla scoperta di luoghi della tradizione preistorica e medievale meno noti, ma densi di fascino. Il “viaggio” prenderà il via dalla base della rocca del Pirchirano dove la tradizione storiografica situa (nel 773 d.C.) il famoso scontro tra le truppe di Carlo Magno – disceso dal Moncenisio – ed i Longobardi.  Le famose chiuse longobarde di re Desiderio sfuggono da anni alle ricerche degli archeologi ma alcune interessanti tradizioni e piccoli indizi archeologici rendono il sito quanto mai stimolante. Proprio in corrispondenza del punto in cui la valle si restringe al massimo sorge, infatti, il cosiddetto Castello del Conte Verde.
La tradizione leggendaria dell’età franca ritorna poco più avanti, a Villar Focchiardo, dove si trova il “Masso di Orlando”: un masso spaccato curiosamente in due da un taglio netto secondo la tradizione valligiana proprio dalla spada del paladino di Francia e su cui si trovano curiose coppelle che paiono riportarci ad un culto che affonda le radici nella preistoria. Il Masso di Orlando è una testimonianza in cui geologia, archeologia e letteratura cavalleresca hanno dato vita ad una tradizione colma di fascino e di leggende.

È poi la volta degli orridi di Chianocco e di Foresto. Due capolavori della geologia che danno forma ad un ambiente affascinante e misterioso: nel primo sono visibili le tracce di stanziamenti preistorici, nel secondo i resti del lazzaretto realizzato quando la valle fu in parte interessata dall’epidemia di peste. In entrambi i luoghi vi è tutto un fiorire di leggende e credenze sulle masche  (le streghe).
A Susa sosta per il pranzo e visita del complesso conventuale di San Francesco: si tratta di uno degli edifici cristiani più antichi della città; secondo la tradizione, la chiesa fu fondata in seguito al passaggio di San Francesco diretto in Francia (1213-1214). In quel luogo avvenne però anche un fatto avvolto dal mistero: l’omicidio di Pietro da Ruffia, inquisitore impegnato nella lotta contro gli eretici  valsusini.
Sulla strada del ritorno verrà, infine, effettuata una sosta alla famosa chiesa del monastero Sant'Antonio di Ranverso, a Buttigliera Alta.  Fondato nel 1188 da Umberto III di Savoia e dato in uso ai Canonici di Sant'Antonio di Vienne, il complesso aveva il ruolo di offrire assistenza per i pellegrini e soprattutto era un centro di cura per quanti soffrivano del cosiddetto “fuoco di Sant'Antonio”.
La chiesa è stata dipinta con numerosi affreschi a partire dal XIII secolo, alcuni di Giacomo Jaquerio, della prima metà del XV secolo. Luogo molto suggestivo, posto davanti al misterioso Monte Musinè, è stato utilizzato come scenografia per alcune scene del film La terza madre di Dario Argento.  M.C.

Programma di viaggio:
- 8.30 Partenza da Torino da Piazza Castello davanti al Teatro Regio,

- 9.20 ca. Breve sosta presso il Castello del Conte Verde presso nella zona delle antiche chiuse longobarde.  Situato su uno sperone roccioso tra Caprie e Condove, è menzionato fin dal 1260 e dipendeva dall'Abbazia di San Giusto di Susa.  Il castello appartenne ad Amedeo VI di Savoia chiamato il Conte Verde per la sua bizzarra abitudine di abbigliare se stesso, la sua corte e persino i finimenti dei destrieri in colore verde.

- 10.30 Arrivo a Chianocco per una passeggiata sino al suggestivo orrido, luogo di interessanti ritrovamenti archeologici. L’orrido fa parte della Riserva Naturale Speciale di Chianocco (inserita nel Parco Orsiera - Rocciavré) ed unisce le bellezze vertiginose dell'Orrido ad un habitat particolare che ha consentito la sopravvivenza dei lecci mediterranei, mentre la prevalenza di rocce calcaree ha prodotto importanti effetti nel rapporto con l'uomo in diversi momenti dell'antichità.  I ripari sotto roccia, scavati dall'erosione dei torrenti, hanno ospitato insediamenti a partire dal IV millennio a.C., come all'Orrido di Chianocco, mentre grotticelle più piccole venivano utilizzate per sepolture dall'età del Rame alla media età del Bronzo (circa 3500-1500 a.C.).

- 11.30 Breve sosta presso l’Orrido di Foresto. Addossato alla parete strapiombante destra dell'Orrido è situata una costruzione in pietra con varie aperture d'accesso che, si dice, fosse nei tempi della peste del '600, il rifugio obbligato per gli ammalati di quel terribile morbo che tante vittime mieteva. Della storia del lazzaretto non esistono testimonianze scritte ma alcune leggende aleggiano sull’antica rovina, situata in una bellissima posizione naturalistica.

- 12.30 Arrivo a Susa e tempo libero per il pranzo

- 14.00 Passeggiata nel centro storico di Susa per la visita del complesso conventuale medievale di San Francesco. Secondo la tradizione, la chiesa fu fondata in seguito al passaggio di San Francesco diretto in Francia (1213-1214). In quel luogo avvenne però anche un fatto avvolto dal mistero: l’omicidio di Pietro da Ruffia, inquisitore impegnato nella lotta contro gli eretici  valsusini.

- 16.00 Sosta presso l’antico Masso di Orlando a Villar Focchiardo. Si tratta di un masso spaccato curiosamente in due in modo netto, secondo la tradizione valligiana proprio dalla spada del paladino di Francia. Sulla superficie esterna si trovano curiose coppelle che ci riportano ad un culto preistorico.

- 17.00 Visita al complesso conventuale Antoniano di Sant’Antonio di Ranverso, decorato con splendidi dipinti di stile gotico internazionale del maestro Jacquerio.   Il complesso fu fondato nel 1188 da Umberto III di Savoia e dato in uso ai Canonici Regolari di Sant'Antonio di Vienne, con l'intento di creare un punto di assistenza per i pellegrini e un centro di trattamento di coloro i quali erano afflitti dal "fuoco di sant'Antonio". L'isolamento delle piaghe infette avveniva attraverso il grasso dei maiali per evitare l'espandersi dell'infezione. Il richiamo all'iconografia di sant'Antonio abate è esplicita: il santo appare sempre accanto ad un maialino. La precettoria comprendeva inizialmente un ospedale, di cui rimane solo una facciata, la precettoria e la chiesa. La chiesa stessa appare oggi nello stile gotico-lombardo, del rifacimento dei secoli XIV e XV. Adiacente alla chiesa vi è il campanile, eretto in stile gotico dal 1300. All'interno i muri sono decorati con numerosi affreschi a partire dal XIII secolo, alcuni dei quali dipinti da Giacomo Jaquerio agli inizi del Quattrocento. Fra le opere di questo artista si conserva inoltre la scena "Salita al Calvario" nella sacrestia.

- 18.30 Rientro in bus per le ore 18.30 ca. a Torino


Quota procapite: 39,00

Il prezzo include:bus gran turismo, accompagnamento del dott. Massimo Centini, biglietto di accesso alla abbazia di Ranverso. Non include: pranzo libero - Informazioni e prenotazioni allo 0118399461 e allo 011642176.