Presentazione:
Ho iniziato a conoscere la Giordania durante i miei studi
di archeologia sotto la guida del compianto prof. Giorgio Gullini, in occasione
di una fortunata campagna di ricerche presso il tempio di Artemide a Jerash,
una delle più affascinanti città carovaniere romane d'Oriente.
Da allora sono tornato nella valle del Giordano diverse volte per ragioni di
studio e di piacere, scoprendo lentamente un patrimonio artistico ed archeologico
unico al mondo.
Tutti conoscono le sfumature cangianti delle vallate calcaree di Petra e lo
straordinario budello del Siq che si incunea tra le rocce per poi sbucare davanti
alla monumentale facciata del Khasné, teatro delle avventure di Indiana
Jones. Ma esistono altre affascinanti realtà che vale la pena scoprire:
la città romana di Gadara dall'aspetto severo determinato dall'impiego
del basalto nero, i bellissimi mosaici bizantini della cittadina cristiana di
Madaba, i castelli crociati del Crac de Chevallier e di Shobak situati al colmo
di strabilianti strapiombi sulle vallate desertiche.
Ho anche previsto una escursione sino al castello di Erode Antipa ove la tradizione
vuole sia stato decapitato San Giovanni Battista ed alla fortezza romana di
Kastron Mephat, ove gli scavi archeologici hanno portato alla luce un ricchissimo
mosaico policromo che può essere annoverato tra gli ultimi capolavori
di arte romana sotto la dominazione islamica.
Vi è poi la realtà degli emirati omayyadi e abassidi: è
questa l'età delle "Mille e una notte" in cui i califfi costruirono
raffinate regge, terme e caravanserragli capaci di gareggiare con gli edifici
dell'epoca d'oro dell'Impero.
Il viaggio prevede, infine, ben due giorni dedicati alla visita di Petra includendo
gli angoli più segreti e gli alti-luoghi cerimoniali. Il viaggio si conclude
nel deserto del wadi Rum, per visitare le incisioni rupestri scoperte recentemente
da una missione archeologica italiana e con una tappa lungo il Mar Morto.
La Giordania non è solo archeologia (anche se essa è prevalente
in uno stato di formazione così recente): esistono le tradizioni beduine,
una gastronomia compatibile con i gusti occidentali e soprattutto una natura
potente, in particolare lungo i meandri desertici della Via dei Re, nel deserto
del wadi Rum e nella depressione del Mar Morto.
Un'esperienza sinceramente consigliata a tutti!
Chi è l'archeologo:
Il dott. Sandro Caranzano è laureato in Archeologia Italica presso l'Università
di Torino ed è autore di diverse ricerche territoriali, di pubblicazioni
scientifiche e divulgative. Nello specifico, è stato collaboratore del
prof. Giorgio Gullini del Centro Scavi per il Medio Oriente e l'Asia con incarichi
di ricerca presso il santuario di Artemide a Jerash in Giordania; ha contribuito
al progetto di ricerca sul popolamento preistorico delle Alpi promosso dalla
Soprintendenza del Piemonte, confluito nella pubblicazione del sito neolitico
di Chiomonte e del villaggio palafitticolo di Viverone. Fondatore dell'Associazione
Archeodidattica, membro del centro culturale e tour operator Schliemann &
Carter, tiene da anni conferenze e lezioni di archeologia, anche per non addetti
ai lavori. Attualmente sta conducendo ricerche archeologiche nella steppa di
Gadames, sta pubblicando un saggio sul popolamento dell'età del Bronzo
in Europa continentale ed una dettagliata guida tecnica-archeologica della Giordania
Organizzazione logistica:
Tutto il viaggio è assistito dal dott. Sandro Caranzano che opererà
in accordo con la guida locale parlante italiano. Quando necessario, per rendere
più piacevole la lettura delle emergenze archeologiche, verranno utilizzati
disegni ricostruttivi e mappe. Gli hotel giordani sono ben strutturati per il
turismo e garantiscono buon confort ed una cucina locale ed internazionale.
Nelle città più grandi ci si appoggerà ad hotel 4 stelle
molto confortevoli e sperimentati. Il viaggio si svolgerà con un comodo
autobus ad eccezione che nel deserto del wadi Rum ove è opportuno utilizzare
dei fuoristrada 4 x 4. Schliemann & Carter cura i rapporti con il Dipartimento
di Archeologia Giordano, garantendo l'accessibilità ai siti, ottenendo
i permessi speciali che possono rendere le visite archeologiche semplici e spensierate.