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Letture di archeologia
presso
"Il Circolo dei Lettori di Palazzo Graneri
della Roccia, a Torino"

Un sabato pomeriggio ogni mese, nella storica e prestigiosa sede del Circolo dei
Lettori presso palazzo Graneri della Roccia a Torino, gli archeologi Sandro
Caranzano e Pietro Rossi presentano un piccolo o grande capolavoro
della letteratura archeologica. Lo scopo è quello di far conoscere
a quante più persone possibile opere divulgative e scientifiche
di grande interesse che trovano, talora, poco spazio sui grandi mezzi
di informazione, sempre più spesso proitettati verso opere od argomenti
sensazionalistici. Durante il meeting (per cui si prevede una durata media
di 90 min. circa) verranno letti e commentati brani scelti dai volumi
che abbiamo inserito nel calendario 2012 (cfr. elenco in basso). Ci si
propone di rendere gli incontri più coinvolgenti con l'aiuto di
immagini, suoni e filmati. Gli incontri saranno anche un'occasione per
riflettere e fare il punto sulle più recenti scoperte archeologiche
e su alcuni enigmi dal passato che aspettano ancora una risposta.
Gli
incontri al Circolo dei Lettori sono anche un'occasioni per incontrarci
in un ambiente raffinato e stimolante, e per scambiare opinioni e punti
di vista, soprattutto a conclusione delle letture. Siamo pertanto felici
di invitarVi a partecipare numerosi.
dott.
Sandro Caranzano e Pietro Rossi
Il
Circolo dei lettori:Il Circolo dei lettori è un'iniziativa
dell'Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte ed è il primo
circolo italiano esclusivamente dedicato ai lettori e alla lettura a voce
alta.
Situato nello storico Circolo degli Artisti, allinterno di Palazzo
Graneri della Roccia, è innanzitutto un luogo dove leggere, da
soli o insieme, e ascoltare leggere, condividere interessi e passioni.
Uno spazio di aggregazione,dove progettare e promuovere iniziative destinate
ad incidere sul tessuto sociale torinese, attraverso specifici percorsi
rivolti a comunità o quartieri socialmente svantaggiati.Infine,
il Circolo dei lettori vuole essere una casa, un rifugio in cui raccogliersi
per ascoltare una bella pagina o raccontare una buona storia, un punto
di riferimento per scrittori e lettori di passaggio in città. http://www.circololettori.it/progetto.htm
Palazzo
Graneri della Roccia: Costruito in pietra di Gassino alla fine del
Seicento dallarchitetto Gianfrancesco Baroncelli su committenza
dellabate Graneri, è a lungo sede dellAmbasciatore
di Francia, e per questa valenza simbolica verrà scelto da Cavour
per annunciare il fidanzamento della principessa Clotilde con il principe
Gerolamo Buonaparte, cioè lalleanza tra i Savoia e lImperatore
Napoleone III. In precedenza, i piemontesi, di fumo, polve e di
vittorie allegri come ricorda Carducci, vi celebrano la cena della
vittoria dellAssietta contro i francesi, che pone fine nel 1706
allassedio di Torino in cui perde la vita Pietro Micca. Dal 1858
Palazzo Graneri diventa la sede del Circolo degli Artisti, punto di ritrovo
degli intellettuali liberali negli anni del Risorgimento. Il Circolo svolgerà
poi unimportante attività in campo musicale, tanto che nel
Salone dOnore si esibiscono Arturo Toscanini, Alfredo Casella e
il grande tenore Francesco Tamagno. Nel 2006, anno di Torino capitale
del Libro con Roma, Palazzo Granari diventa sede del Circolo dei lettori
promosso dalla Regione Piemonte. |
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Calendario
dei sabati letterari 2012
sabato 4 febbraio 2012
dalle ore 11 alle ore 13
Archeologia in Albania: patrimonio e prospettive di ricerca
Intervengono: Neritan Ceka (Università di Tirana),
Chiara De Filippis (Università di Torino),
Sandro Caranzano (Centro Ricerche Archeologiche Herakles / Schliemann & Carter),
Benco Gjata (Associazione Culturale Albanese Vatra).
Un viaggio fotografico e filologico attraverso l'Albania antica, dalle cittadelle fortificate costruite dagli Illiri, agli scali marittimi greci di Epidamno, Apollonia fondati dagli intraprendenti coloni corinzi, fino all'età imperiale, quando l'Albania fece da fondale alle guerre civili tra Cesare e Pompeo.
Durante la conferenza verranno illustrati i siti archeologici di Apollonia, Epidamno/Durazzo, Oricum, Butrinto, Feniki, Antigonea e molti altri; un patrimonio di valore inestimabile che deve essere ancora completamente riscoperto;un vero e proprio viaggio nel tempo, alla scoperta dell'antico Epiro visitato da Augusto, Agrippa e dallo stesso Giulio Cesare.
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sabato 25 febbraio 2012
dalle ore 11 alle ore 13
Greci e indigeni in Sicilia: conquista e assimilazione di culture
a cura di Pietro Rossi
La Sicilia occidentale è, da sempre, uno straordinario e nevralgico punto di incontro (e scontro) di svariate civiltà e culture. Tra VII e III secolo a.C., in particolare, questa estremità di Sicilia visse una fertile stagione dove si sperimentarono forme di conquista e di appropriazione, accanto a fecondi scambi reciproci e processi di mutua acculturazione. Un vero e proprio “laboratorio della diversità”, quindi, determinato da tre attori etnici principali: le fondazioni greche più occidentali di Himera (sulla costa nord, poco ad est di Palermo) e di Selinunte (sulla costa sud, ad est di Marsala), gli empori fenici di Solunto (Bagheria), di Palermo e di Mozia (vicino a Marsala) e gli insediamenti elimi e sicani dell’interno montuoso di Segesta, di Entella, di Erice, di Iaitai, di Monte Adranone, di Machella e di Hippana.
Tutti questi siti svelano, attraverso i dati acquisiti da scavi condotti dagli anni ’60 ad oggi, la complessità e la bellezza di un mondo dove il confine tra greco e “barbaro” sfuma in un’infinita gradazione di tonalità e dove le mistioni si fanno reciproco arricchimento, segno di peculiarità e di identità culturale.
Una quantità di interessantissimi siti, soprattutto quelli dell’interno, ma non solo, pressochè sconosciuti al grande pubblico, offrono così un’autentica occasione per misurarsi con stereotipi quali l’impermeabilità fra culture antiche, e per aprire invece l’orizzonte a sopravvivenze e trasformazioni dalla Preistoria di un sostrato locale, presto - ma non senza contrasti – felicemente contaminato da apporti indoeuropei greci e semitici fenicio-punici.
Tre esempi fra i tanti.
Il primo. La straordinaria statua marmorea trovata a Mozia nel 1978, detta talvolta auriga o efebo, opera originale del 460 a.C. circa di un maestro greco (probabilmente selinuntino), commissionata verosimilmente da una committenza cartaginese per una collocazione templare, rappresenta, secondo il prof. P. Moreno, Eracle-Melqart: fusione di due grandi, importanti e caratterizzanti divinità, l’una greca (“gloria di Era”, l’eroe Eracle figlio di Alcmena, e il dio assunto in Olimpo al termine della vita umana), l’altra punica (Milk-Qart “Re della città”, divinità poliade di Tiro).
Il secondo. Il santuario della Malophoros a Selinunte, dedicato ai culti ctoni incentrati su Demetra, Persefone, Ecate, Zeus “dolce come il miele” e forse Eracle, ad occidente della colonia megarese, dove tramonta il sole e dove si situa la frontiera con l’elemento punico ed elimo, parla di culti individuali, incentrati sulla fertilità, sulla morte e sulla resurrezione, sull’elemento femminile e su una religiosità misterica aperta a tutti: uomini, donne, greci e non greci. Il teonimo Malophoros, “colei che porta la mela” accoglie appunto una dea senza nome, né greco né indigeno.
Il terzo. Le nove tavole bronzee della metà del III sec. a.C., dette “decreti di Entella e di Nakone”, disperse dal mercato clandestino negli anni ’70 e delle quali oggi tre sono tornate in Italia, a Palermo, grazie all’impegno del prof. G. Nenci, presentano un corpus di delibere delle magistrature cittadine di tipo perfettamente greco (l’assemblea cittadina, la halia, il consiglio, la boulé, e la magistratura eponima dello hieromnamon) ma gestito da una comunità di etnia campana: si tratta dei discendenti di 1200 mercenari oschi giunti in Sicilia alla fine del IV sec., mescolati al sostrato elimo e punico locale nel giro di qualche generazione...

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