Scavi archeologici
     
 

Come nasce il progetto Schliemann & Carter?

Il progetto Schliemann & Carter è nato all’inizio del 2000 da un gruppo di archeologi interessati a divulgare in modo corretto e aggiornato il frutto dei loro studi e delle ricerche, condotte in Italia ma – con percorsi differenti e del tutto personali – anche in nord Europa e Vicino Oriente. Ci è parso dunque del tutto naturale organizzare dei viaggi archeologici molto mirati e su itinerari alternativi a quelli del turismo di massa, destinati agli appassionati della materia. Dato il sorprendente successo dell’iniziativa e anche grazie all’incoraggiamento venuto dai nostri “clienti”/amici – abbiamo costituito dopo breve tempo un vero e proprio tour operator che abbiamo voluto dedicare, un po’ spiritosamente – ai due grandi pionieri dell’archeologia del secolo scorso, Heinrich Schliemann (lo scopritore di Troia) e Howard Carter (lo scopritore della tomba di Tutankamen). Sia ben chiaro che, in questa scelta, non si è nascosta nessuna ambizione emulatoria; dovendo però battezzare un’agenzia di viaggio, ci siamo trovati un po’ in imbarazzo, anche perché le nostre esperienze personali – almeno fino a quel momento – avevano seguito strade del tutto diverse. Schliemann & Carter è dunque oggi una realtà del tutto particolare nel panorama nazionale: gli archeologi che vi operano sono essi stessi membri del tour operator (che si avvale di importante consulenze esterne per la parte tecnico-logistica-organizzativa). Si tratta di una situazione anomala perché, per quanto ne so, più normalmente sono gli operatori turistici a effettuare la pianificazione aziendale ingaggiando, solo in seguito, gli archeologi e tenpo determinato (il che non è esattamente la stessa cosa). Questo conferisce alla nostra organizzazione una componente per certi versi idealistica ed, almeno in parte, sganciata dalla tradizionale ottica di mercato. Gli itinerari sono scelti in base alla bellezza paesaggistica e soprattutto alla valenza archeologica dei siti visitati, anche quando questo ci faccia incorrere in qualche difficoltà logistica e organizzativa in più; i gruppi che aderiscono sono composti spesso da appassionati (benché non siano mancati professionisti del settore come docenti universitari, direttori di Soprintendenza etc.) la cui motivazione mi ha spesso sorpreso positivamente. Trattandosi di persone di una fascia d’età piuttosto trasversale (i viaggi accomunano studenti, liberi professionisti e appartenenti alla terza età) abbiamo facciamo tutto il possibile (selezionando i migliori voli, gli hotel più confortevoli e i migliori servizi) affinché il viaggio di studio sia anche un viaggio di piacere. Per ogni itinerario siamo soliti offrire esclusive tavole e dispense; la programmazione è in perenne evoluzione, il numero dei viaggi realizzati ogni anno limitato in numero. Il sito web è, probabilmente, il miglior punto di aggiornamento per essere sempre conoscenza delle nostre iniziative.

Qual è il bilancio del progetto Schliemann & Carter a 8 anni di distanza?

Nel corso di questi 8 anni di attività abbiamo sviluppato un gran numero di progetti il cui baricentro è stato prevalentemente il bacino mediterraneo e l’Europa continentale, in linea con le materie di specializzazione degli archeologici che hanno aderito al progetto. Com’è naturale, ci siamo sforzati di organizzare dei viaggi tematici incentrati sulla preistoria e la civiltà greco-romana che sono, da anni, oggetto dei nostri e studi e ricerche, pur senza escludere alcuni passaggi interessanti del medioevo (basta pensare al fenomeno dell’incastellamento europeo o dello sviluppo dei primi califfati islamici nel Vicino Oriente). Il viaggio è stato inteso, sin dall’inizio, come un’opportunità per rileggere, in compagnia di appassionati e cultori della materia, il filo conduttore di quel processo di evoluzione storica e antropologica delle civiltà dell’antichità in cui possiamo trovare le più profonde radici del comportamento e delle attitudini dell’uomo moderno. A distanza di 8 anni, dunque, con un certo stupore, mi rendo conto dell’enorme sforzo che è stato effettuato, uno sforzo che sarebbe stato impossibile senza una reale motivazione personale e passione. Schliemann & Carter è infatti oggi in grado di coprire tutto il blocco nord-africano (dalla Libia all’Egitto) con itinerari piuttosto diversificati e estranei alle tipologie di viaggio normalmente reperibili nelle agenzie di viaggio, il Vicino Oriente (che in particolare in Giordania e in Siria sta vivendo una stagione particolarmente proficua), l’Anatolia (con ben 4 programmi diversificati) e gran parte dell’Europa Continentale. Vale infatti la pena ricordare come i paesi nordici stiamo gradatamente venendo al centro dell’attenzione del grande pubblico grazie ad alcune scoperte come il disco di Nebra o gli ori dei tumuli danesi, un trend che, modestamente, abbiamo anticipato programmando, sin dall’inizio, viaggi tematici in area scandinava, in Scozia, Irlanda e in Germania. Purtroppo per il carattere non puramente commerciale della nostra iniziativa, non siamo in grado di riproporre i viaggi ogni anno e quindi capita che un progetto venga replicato non più di una volta l’anno; nei casi più sfortunati, può essere necessario aspettare anche tre o quattro anni. Va comunque detto che pur cercando di garantire costantemente la varietà delle destinazioni, siamo sempre sensibili alle segnalazioni e alle richieste degli amici che aderiscono alle nostre iniziative.

Quali sono le prospettive per il futuro: Il periodo storico che stiamo vivendo è abbastanza problematico per il turismo internazionale. Dopo l’11 settembre si è assistito ad una breve interruzione del flusso turistico verso il Vicino Oriente che però è riesploso negli ultimi tre anni, anche grazie ad una campagna piuttosto aggressiva portata avanti da alcune compagnie internazionali con l’aiuto di voli charter e pacchetti economici. Questo ha contribuito a fare aumentare i prezzi degli hotel che sono congestionati (in particolare in Siria, Giordania e Israele) inducendo, da un lato, ad un positivo allargamento del numero di persone che hanno potuto apprezzare la cultura e l’archeologia di queste splendide regioni ma, d’altro canto, inducendo una banalizzazione della visita. Solo per fare un esempio, si consideri che è abbastanza popolare la visita in soli 8 giorni della Siria e della Giordania, passando per Damasco, Palmira, Jerash e Petra. Si tratta di un punto di vista basato sui grandi numeri che segue binari lontani dalla filosofia che da sempre ci muove. Ricordo che tra i primi viaggi presentati storicamente da Schliemann & Carter, si annovera uno speciale tour della Giordania di 11 giorni che permette di dedicare molto tempo alla visita di Petra, tocca siti di grande suggestione come Iraq Al Amir e Macheronte ed è integrato da alcune speciali conferenze multimediali che sembrano essere state piuttosto apprezzate dai partecipanti. La Siria è stata addirittura divisa in due blocchi di 8/9 giorni mentre per la visita a Israele e a Gerusalemme, l’itinerario quanto mai elaborato e completo, prevede la presenza di un nostro archeologo e di un professore di storia romana dell’Università di Torino capace di rispondere alle diverse problematiche storiche relative al rapporto tra il mondo romano e quello giudaico. In ogni caso, chi ha viaggiato con noi, sa che la nostra ambizione è quella di rendere piacevoli e rilassanti questi momenti che sono, pur sempre, viaggi e non lezioni cattedratiche. L’interazione con i partecipanti e i moneti di svago sono sempre ben graditi. Ci sono infine due altri rami su cui ci siamo mossi con grande attenzione: si tratta del blocco dei paesi dell’Europa dell’est e la direttrice dell’estremo Oriente collegata alla diffusione dell’ellenismo veicolata da Alessandro Magno. Un interessante viaggio in Uzbekistan è stato messo a punto nel 2006 dal dott. Pietro Rossi con la gentile collaborazione del prof. Mantellini dell’Università di Bologna; importante sviluppi hanno, poi, avuto i progetti portati a termine in Albania e Romania ove è stato possibile mettere a punto interessantissimi itinerari storico-archeologici a cavallo tra la protostoria illirico-danubiana, mondo greco coloniale, romanità ed età bizantina. Questi viaggi sono da considerarsi oggi un po’ un nostro fiore all’occhiello perché sono nati sul campo e non sembrano avere competitori nel panorama del turismo di qualità.

Come si concilia la divulgazione archeologica con la ricerca archeologica?

Per i prossimi anni abbiamo in mente di consolidare il nostro progetto attuando un graduale allargamento delle nostre destinazioni ed una ulteriore diversificazione degli itinerari all’interno di ogni singolo paese. Il viaggio in Giappone organizzato in collaborazione con il prof. Lino Malara apre, in effetti, un campo – quello dell’Oriente – di grande interesse e, per noi, ancora in buona parte inesplorato. La divulgazione archeologica poi, a mio parere, non può essere sganciata dall’attività di ricerca, anche campale, che rappresenta per ogni archeologo il vero e proprio propellente. A partire dal 2011, Schliemann & carter si propone di diventare uno dei principali partner di un ambizioso progetto operato del Centro Studi e Ricerche Interuniversitario Torinese (di cui mi onoro di essere membro fondatore) e che ha lo scopo di mettere ad un tavolo operativo ricercatori, professori universitari e archeologi di acclarata fama, per l’avviamento di campagne di ricerca pluriennali, anche all’estero. Il centro ha già messo a punto alcuni interessanti progetti – che sono in attesa del patrocinio del Ministero dei Beni Culturali – tra uno studio sui complessi minerari e le aurofodinae romane del Portogallo nonché un progetto di ricerca archeologica nell’antico Epiro settentrionale, oggi parte della moderna Albania. A latere, continua l’offerta di conferenze archeologiche completamente gratuite aperte a tutti gli appassionati di archeologia tenute con l’aiuto di immagini anche multimediali e finalizzate a mantenere vivo il rapporto con i molti appassionati che ci seguono con passione. Gli scorsi anni, siamo stati ospitati dalla prestigiosa sede del Circolo dei Lettori di Torino ed abbiamo avuto l’onore di ricevere la visita di importanti relatori del calibro del prof. Neritan Ceka. Per chi è impossibilitato a partecipare per ragioni logistiche e geografiche, le conferenze sono anche visibili in streaming audio/video sul sito web di Schliemann & Carter. L’aspetto multimediale e legato alla rete è anch’esso un capitolo che merita sviluppi e approfondimenti.

Intervista curata da Paolo Lauri il 29/11/2010

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