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L'Africa Proconsolare, situata strategicamente al termine delle vie carovaniere provenienti dal centro Africa, occupa uno spazio fondamentale nella storia di Roma. Il pericolo costituito dalla colonia fenicia di Cartagine fu alla origine della dura contrapposizione con Roma, sfociata nelle tragiche Guerre Puniche, l'ultima della quale sancì la distruzione materiale della capitale fenicia. L'Africa del nord tornerà al centro della scena politica durante le ultime fasi della Repubblica, in particolare nella dura contrapposizione tra Pompeo e Cesare segnata dalla tragica fine del re numidico Giuba.Se Sicilia ed Egitto furono per lungo tempo il granaio di Roma, i latifondi della Tunisia romana dovettero raggiungere anch'essi dimensioni ragguardevoli: basta guardare il tenore di vita e la ricchezza raggiunti dalle aristocrazie locali testimoniate da una raccolta di mosaici policromi che sono tra i più belli di tutta l'antichità. Ancora durante il III secolo d.C., in un periodo di particolare crisi economica e sociale, il Senato di Roma eleggerà imperatore Gordiano (un ricco proprietario terriero di Thysdrus - El Jem) in contrapposizione al rude generale trace Massimino. E' probabile che Gordiano abbia finanziato,"de reditu suo" la costruzione dell'imponente anfiteatro di El Jem. Anche in età "tarda" la vicinanza delle tribù arabe e il pericolo costituito dai Vandali spinsero i generali bizantini a creare solidi capisaldi nella regione.Grazie a questa storia travagliata, la Tunisia romana, presenta siti archeologici di eccellenza che meritano una visita ragionata ed accurata: la grande Dougga, El Jem, Bulla Regia e Sufetula non possono che incantare con gli splendenti colonnati bianchi stagliati contro il cielo blu. Ville ed edifici pubblici erano abbelliti da splendidi mosaici policromi che oggi si trovano, per lo più, presso il Museo del Bardo a Tunisi. C'è poi la Tunisia cartaginese, piena di fascino e di enigmi: la capitale Cartagine ma anche villaggi mercantili come Kerkouane affacciata sulla bella costa mediterranea. Percorrendo le antiche strade costiere ci si imbatterà, naturalmente, nelle testimonianze dell'architettura e dell'arte berbera ed araba: gli ksar (esotici granai in terra seccata al sole) e le case trogloditiche di Matmata, le moschee tra cui - di grande significato religioso - quella della città santa di Kairouan, ed i souk (in particolare quello di Tunisi). Le colline verdeggianti, le spianate desertiche e le lunghe linee di costa costituiscono una cornice naturale che non potrà che incantare il viaggiatore. Attraversando le montagne verdeggianti che separano la Tunisia dalla Algeria, lungo il corso del fiume Mejerda, in un paesaggio vivacizzato da distese di pini ed eucalipti, la possibilità di vivere una esperienza piacevole e rilassante, vivendo una "avventura"che consiglio vivamente, e non solo, agli appassionati di archeologia

Dott. Sandro Caranzano

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